Olimpiadi tra mito e realtà

I primi giochi olimpici ebbero luogo moltissimo tempo fa, nel 776 a.C., in una città della Grecia nota come Olimpia.

Si dice che fu il grande eroe Eracle a dare inizio alle prime Olimpiadi: dopo la sua sesta fatica, infatti, avrebbe deciso di dedicare una gara atletica a Zeus, il padre degli dèi, mettendo in palio come premio un rametto d’ulivo (albero a lui molto caro, con il quale si fabbricò anche la clava che lo aiutò a sconfiggere numerosi mostri).
Gli dèi gradirono molto questa offerta, tanto che Apollo ed Ares decisero di parteciparvi in prima persona.

Inizialmente si disputava solamente una gara di corsa (chiamata stadion), ma con il passare del tempo si aggiunsero altre discipline, come il pugilato, il tiro con l’arco, la corsa dei cavalli ed il pentathlon (composto da cinque discipline diverse: salto in lungo, lancio del disco, corsa, lancio del giavellotto, lotta).
I giochi si disputavano una volta ogni quattro anni, ed il periodo tra un evento e l’altro prendeva il nome di olimpiade.
Per tutta la durata delle gare, in Grecia si osservava la Tregua Olimpica, ovvero la cessazione di tutte le ostilità.
Ciascuna città inviava ad Olimpia i suoi atleti migliori, ed i vincitori ricevevano gloria e onori.
Ancora oggi si ricordano i nomi e le gesta di alcuni di questi atleti del passato.
Sappiamo ad esempio che Acanto di Sparta vinse, nel 720 a.C., le gare di corsa delle XV Olimpiadi antiche, e che fu il primo atleta a gareggiare nudo.
Astilo di Crotone invece vinse per ben tre edizioni consecutive, ma durante la sua ultima Olimpiade, decise di gareggiare dalla parte del siracusani, in onore del tiranno Gerone. I crotonesi rimasero molto offesi e lo cacciarono dalla città, distruggendo anche le statue in suo onore.
Interessante è anche la vicenda di Ebota, un acheo che vinse la VI Olimpiade ma che non ricevette alcun plauso da parte dei suoi concittadini. Pregò allora gli dèi di non concedere mai più una vittoria olimpica agli Achei, e per circa trecento anni la sua preghiera fu esaudita.
Gli Achei, disperati, chiesero aiuto all’Oracolo di Delfi, che infine disse di erigere una statua in onore di Ebota. Fatto ciò, finalmente nel 460 a.C. gli achei poterono nuovamente aggiudicarsi la vittoria dei giochi olimpici.
Si ricorda anche il nome di un secondo classificato, Timasiteo di Crotone, che si trovò appena dicottenne a scontrarsi nella finale di lotta contro un esperto campione di nome Milone, suo concittadino ed atleta affermato, che inoltre era sempre stato il suo mito ed il suo esempio da seguire. Prima ancora di iniziare a lottare, il giovane Timasiteo s’inchinò di fronte al suo idolo e si rifiutò di battersi a causa del troppo rispetto che provava per lui, arrivando dunque secondo ma venendo comunque ricordato  nei secoli.

La maestosa statua di Zeus ad Olimpia era una delle sette meraviglie del mondo antico

Durante i giochi, venivano tenuti costantemente accesi grandi fuochi nel tempio di Zeus ed in quello di Era, ad Olimpia, e tale tradizione viene ancora onorata, in quanto la fiamma olimpica viene accesa tuttora ad Olimpia, nel luogo dove un tempo sorgeva il santuario di Era, durante una cerimonia che ricalca l’antichità greca, dopodiché viene trasportata nella città che ospita le Olimpiadi.

Nel 393 d.C., con la diffusione del cristianesimo, le Olimpiadi vennero viste come una festa pagana, perciò l’imperatore Teodosio le vietò, a causa di molti tumulti e ribellioni nei confronti degli editti imperiali.

Nel XIX secolo però vennero rinvenute le rovine della città di Olimpia, e questo riaccese un grande interesse per le gare a lungo dimenticate. Il barone francese Pierre de Coubertin rimase particolarmente affascinato da questi giochi capaci di unire le nazioni, far cessare le guerre e indurre la popolazione a compiere allenamenti utili al benessere fisico. Si decise dunque di organizzare nuovamente le gare atletiche ad Atene, nel 1896, dove le prime Olimpiadi moderne furono un grande successo.
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Manifesto delle prime Olimpiadi moderne ad Atene

La Grecia avrebbe voluto essere nuovamente la sede fissa dei giochi, ma nello spirito di unione e parità, si decise che si sarebbero svolte di volta in volta in una nazione diversa. Dal 1900 in poi, inoltre, vennero ammesse alle gare anche le atlete donne.
Da allora, ogni quattro anni i migliori atleti di tutto il mondo s’incontrano per far vincere la sportività, il rispetto e la voglia di dare il massimo!

Buone Olimpiadi a tutti!

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