I 10 più importanti simboli Celtici

I celti avevano una cultura molto particolare, sorta nel nord Europa tra il 750 ed il 12  a.C. Inizialmente nessuno si riferiva a loro chiamandoli celti, infatti questo termine è una moderna invenzione per descrivere la collettività di tribù che vivevano in quelle zone durante l’Età del Ferro.

Per questi popoli la simbologia aveva un potere incredibile e influiva enormemente sulle loro vite. Attraverso i simboli, i celti raccontavano storie o trasmettevano credenze religiose, ricevevano forza, fertilità o protezione. Grazie ai racconti di bardi e cantastorie, le origini di questi simboli sono arrivati fino ai nostri giorni.

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Un altro importante mezzo di diffusione dell’antica cultura celtica sono i manufatti: i simboli erano incisi su legno, pietra o venivano rappresentati in gioielli e monili. In questi segni che ancora oggi magari portiamo addosso o vediamo spesso attorno a noi, si nascondono significati misteriosi che i nostri antenati avrebbero saputo interpretare.

In questo articolo andremo quindi alla scoperta dell’antica simbologia celtica, esaminando i 10 simboli più diffusi anche nel nostro presente.

 

1. La Croce di Brigid

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Questa croce fatta di giunchi intrecciati è assai più antica di quella cristiana, e forse proprio a causa di questo simbolo, oltre al fatto di essere una dea dispensatrice di luce e benevolenza, Brigid è chiamata anche la Maria Gaelica. Oltre a un’antica dea pagana, vi è anche una santa che porta questo nome, Santa Brigida, che fondò il monastero di Kildare in Irlanda.

La dea Brigid era figlia del Dagda, il più vorace tra i Tuatha de Danann, ed era una figura talmente importante che l’Irlanda non poté farne a meno nemmeno dopo la conversione al cristianesimo, perciò la fece sopravvivere nella propria cultura attraverso il nome di una santa.

Secondo la leggenda, la croce di Brigid protegge dal male, dal fuoco e porta abbondanza nelle case in cui è custodita. Sarebbe una rappresentazione della Stella Polare e del percorso che il Carro Maggiore compie attorno ad essa ogni anno, girando con la precisione della lancetta di un orologio.

Veniva confezionata specialmente per la celebrazione di Imbolc, nella quale si festeggiava il ritorno della luce.

2. Il Claddagh

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Questo cuore incoronato stretto tra due mani è associato alla leggenda di Claddagh, un piccolo villaggio di pescatori situato nei pressi di Galway. Si racconta che un giovane nato a Claddagh di nome Richard Joyce venne assalito dai pirati mentre si trovava in mare, diretto verso le Indie orientali. Fu catturato e condotto fino in Africa, dove venne venduto al mercato degli schiavi. Trascorse numerosi anni in catene, ripensando alla sua verde Irlanda e non desiderando altro che farvi ritorno.

Richard era stato comprato da un orafo arabo e aveva il compito di aiutarlo a fondere il prezioso metallo e, con il passare del tempo, d’imparare a lavorarlo. Ogni giorno, senza farsi vedere, Richard rubava un frammento d’oro e con il passare degli anni riuscì finalmente ad averne abbastanza da confezionarsi un anello. Sognava di tornare in Irlanda e di donarlo alla ragazza che amava, anche se al momento quelle sembravano solo fantasie irrealizzabili.

Nel 1689, re Guglielmo III d’Inghilterra pretese che tutti gli inglesi catturati venissero rilasciati, e Richard Joyce poté quindi rivedere la sua amata, oltre che alla sua carissima terra verde. Tornato a casa, scoprì che durante tutti i lunghi anni di prigionia, la fanciulla non aveva smesso di amarlo e di attendere speranzosa il suo ritorno.
Richard le donò allora l’anello che aveva forgiato per lei, e che divenne un simbolo diffuso non solo a Claddagh, ma in tutta l’Irlanda. Il cuore naturalmente simboleggia l’amore, mentre la corona rappresenta la lealtà e le due mani che si stringono sono amicizia e affetto: queste sono infatti le colonne portanti del vero amore.

 

3. Il trifoglio

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Nelle verdi colline irlandesi il trifoglio è una pianta molto diffusa. Fu San Patrizio a renderlo famoso e ora infatti è divenuto uno dei simboli maggiormente legati all’Irlanda.

San Patrizio si riferì alle tre foglie per spiegare ai pagani il concetto di trinità, durante la sua missione di evangelizzazione. Il trifoglio però era una pianta considerata importante anche prima, sin dal tempo dei druidi. Secondo i celti, infatti, ciascuna cosa aveva il suo corrispettivo negli alberi, utilizzavano infatti l’Ogham, un tipo di alfabeto che racchiudeva significati mistici e dove ogni lettera simboleggiava un tipo diverso di albero. 

Prima della venuta del cristianesimo, i druidi sapevano che tre sono i reami: quello della terra, quello dei cieli e quello dei mari; che tre sono le fasi della vita così come gli aspetti della dea madre.

 

4. L’arpa celtica

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L’arpa era uno strumento musicale molto popolare nell’antica Irlanda, e tuttora ne è lo strumento nazionale. Si ritiene che venne introdotta nell’Europa precristiana dai navigatori fenici, che la portarono sin lì dall’Egitto, dov’era già conosciuta. L’esemplare più antico che ci è rimasto appartiene al XV secolo, quindi è relativamente recente, se pensiamo che tale strumento era suonato sin dal tempo dei sumeri.

In Irlanda però l’arpa era amata più che altrove, infatti era considerata così importante per la cultura celtica che nel XVI secolo i reali inglesi, che cercavano di sottomettere l’Irlanda e di placare l’ardente e ribelle spirito irlandese, ordinarono di bruciare tutte le arpe e i loro suonatori. Trascorsero 200 anni prima che la musica dell’arpa potesse nuovamente allietare liberamente i cuori irlandesi.

Si dice che l’arpa rappresenti l’immortalità dell’anima, ed è lo strumento del Dagda, dio in grado di placare chiunque con il dolce suono delle corde pizzicate con la sua mano sapiente.

5. Crann Bethadh: l’albero della vita

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Come moltissime altre culture, anche i celti avevano la loro versione dell’Albero della Vita. Gli alberi avevano inoltre per loro una simbologia molto speciale grazie all’alfabeto oghamico, che associa le piante a importanti significati.

La quercia era l’albero più importante di tutti, una pianta considerata sacra. Non è un caso se i druidi, i sacerdoti celtici, devono il loro nome proprio alla quercia, che si chiamava duir.

I rami più anti del Crann Bethadh toccano il cielo, mentre le sue radici affondano nella terra, portando avanti l’antichissima alleanza tra ciò che sta sopra e ciò che sta sotto. Il suo tronco è inoltre l’asse cosmico che mette in comunicazione tutto il creato.

Ha molto in comune con Yggdrasil, il grande albero della mitologia norrena.

6. L’uomo verde

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Chiamato anche Derg Corra, Viridios o Jack o’ the Green, l’Uomo Verde fa parte del novero delle divinità della natura e della forza generativa diffuse in tutto il mondo. E’ portatore di fiori, frutti e quindi di abbondanza. Rappresenta la ciclicità del regno naturale, che sembra morire per poi rinascere.

Viene raffigurato come un uomo interamente coperto di fogliame, mostrandosi come una versione maschile della più conosciuta Madre Natura.

 

7. Triskele

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Uno dei più antichi simboli celtici è la Triskele, i cui primi esemplari sono datati intorno al 3000 a.C. e che rappresenta l’unità ma anche la trinità. Il tre era un numero importante nella cultura celtica e troviamo triadi sia nella mitologia che nell’arte e nella letteratura.

Tutto secondo i celti era la sfaccettatura di una triade. Possiamo trovare il simbolo inciso sulle pietre di Newgrange, uno dei luoghi di culto più antichi d’Irlanda, che risale al periodo Neolitico, nel 3200 a.C.

Il motivo decorativo della Triskele è nato prima dei celti e venne poi assorbito nella loro tradizione. Appare nella Grecia antica ed è anche il simbolo della Sicilia, che un tempo era chiamata Trinacria a causa della sua forma triangolare.

Oltre a simboleggiare il concetto di trinità (inteso in senso pagano), la Triskele è anche il movimento e il continuo e ciclico scorrere del tempo. 

 

8. La Croce Celtica

 

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Anche se la croce è un simbolo cristiano, in questa versione si tratta di qualcosa di più antico. Il cerchio con i quattro segmenti rappresenta il sole in molte culture, anche orientali.

Una leggenda narra che San Patrizio disegnò una croce su una pietra circolare venerata dai druidi e che per questo si diffuse in Irlanda il simbolo della croce inscritta in un cerchio. In questo modo il cristianesimo e la cultura celtica si fusero in un simbolo che racconta della passione di Cristo ma anche della grande ruota cosmica che continua il suo eterno ciclo.

Col passare del tempo, la forma si allungò e non si trattò più di una croce all’interno di un cerchio, ma piuttosto di un cerchio posto al centro di un’alta croce. In questa versione è largamente diffuso in chiese, cimiteri e luoghi sacri cristiani.

 

9. Awen

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Awen è una parola gallese che significa “ispirazione”, anche se letteralmente vuol dire soffio, ovvero una benevola brezza capace di parlare al cuore del poeta. Questo simbolo compare in tempi recenti: lo troviamo nella traduzione del Mabinogion di Charlotte Guest del 1838, dove viene menzionato il Calderone dell’Awen, che avrebbe donato sapienza e ispirazione poetica a chiunque vi avesse bevuto. Taliesin, nonostante il divieto della dea Cerridwen, ne prenderà un sorso, diventando il più grande tra i bardi.

Il Mabinogion è una serie di racconti provenienti dalla tradizione celtica e gallese che narra di bardi, druidi ed eroi che non sono altro che la versione originaria delle leggende arturiane e delle gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda.

Il simbolo è diventato di uso comune nel neo druidismo, i cui membri sostengono che le tre linee contenute nel cerchio rappresentino il cielo, la terra e il mare; il corpo, la mente e lo spirito così come la saggezza, l’amore e la verità.

 

10. Triquetra

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La Triquetra, conosciuta anche come Nodo della trinità, si rifà a un’altra simbologia diffusa in numerose culture, ovvero quella legata all’Uroboro, il serpente che si morde la coda, l’emblema dell’infinito. Si tratta di un segno che non ha un inizio e una fine ed è composto da un unico tratto continuo e per questo simboleggia l’eternità.

In esso possiamo trovare nuovamente la preponderante presenza del numero tre, che come abbiamo visto era cara ai celti per numerosi motivi. Richiama il mondo norreno, dove esiste un simbolo simile, chiamato Valknut, che è connesso a sua volta all’ideale di vita eterna.

Per saperne di più sulla splendida mitologia celtica, scopri I Miti Celtici!

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Per approfondire la cultura celtica e conoscere il misterioso alfabeto dei druidi, segui i passi della volpe alla scoperta di “Ogam: alberi, druidi e poeti”:

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Questo articolo è in parte la traduzione di un post presente sul blog americano Message to Eagle, con alcuni ulteriori approfondimenti.

 

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